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La ragazza che portò il fuoco

The Girl Who Carried the Fire

C2 · Proficient · 2 min read

Dicono che tanto tempo fa, nel tempo prima dei fiammiferi, il villaggio teneva acceso un solo fuoco nella piazza. La vecchia custode, Sula, se ne occupava con la sua apprendista Yara, una ragazzina di dodici anni. La notte della prima gelata un torrente di pioggia si riversò nella piazza e spense il fuoco. L'inverno era vicino, e il villaggio aveva da mangiare ma nessuna fiamma.

Sula disse che l'unico fuoco rimasto era sul Monte Fumante, dove il terreno brilla di rosso, a tre giorni di cammino. Yara, che era di guardia quando il fuoco si era spento, partì. Portava una pentola di terracotta con cenere, muschio secco e la sciarpa rossa di sua nonna.

Risalì la lunga valle e attraversò il fiume su un tronco caduto. Alla montagna accese un fascio di corteccia a una crepa luminosa nella roccia e mise un carbone nella pentola, nella cenere, sotto il muschio.

Il ritorno fu più duro. Il tronco era stato trascinato via dalla corrente, così guadò il fiume fino al petto, con la pentola sopra la testa. Tornò a piovere, e riparò la brace sotto il mantello e vi soffiò sopra tutta la notte, come si soffia su un bambino addormentato. L'ultima mattina il muschio era finito e la brace era grande come un seme, così le diede da mangiare la sua sciarpa rossa.

Entrò nella piazza all'alba con un filo di fumo che saliva dalla pentola. Sula soffiò, il villaggio trattenne il respiro, e si alzò una fiamma. Da quel giorno ogni casa tenne un fuoco e diede un carbone a ogni vicino a cui si spegneva il suo: il fuoco appartiene a chi lo condivide. Dicono che la montagna fumi ancora un poco, come se aspettasse che lei tornasse.

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