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L'ultima corridora

The Last Runner

C2 · Proficient · 2 min read

Il vincitore della maratona della città tagliò il traguardo poco dopo le due ore, tra il ruggito di una folla che già pensava al pranzo. Nel pomeriggio la folla si era dispersa e le squadre avevano cominciato a impilare le transenne e ad arrotolare gli striscioni. Ma alle sette di sera Hana era ancora sul percorso. Aveva più di sessant'anni ed era l'ultima corridora in assoluto. Correva per il suo defunto marito, che le aveva sempre detto: «Arriva al traguardo, qualunque sia il tempo», e non aveva alcuna intenzione di fermarsi adesso. Le strade erano state riaperte al traffico e, ogni tanto, un'auto rallentava accanto a lei mentre il conducente abbassava il finestrino per accertarsi che stesse bene; ogni volta lei alzava una mano per dire di sì.

Un vecchio membro della squadra rifiutò di togliere il nastro del traguardo, per quanto gli altri brontolassero. A poco a poco si radunò qualche persona: addetti alle pulizie con le loro scope, soccorritori con le loro borse, una manciata di spettatori che non erano andati a casa. Si disposero lungo gli ultimi cento metri e alzarono le luci dei telefoni, un corridoio di stelle sottile e tremolante. Hana svoltò l'angolo, con il respiro affannoso e le gambe che tremavano, consapevole solo del passo successivo e di quello dopo, corse attraverso quel corridoio e tagliò il traguardo al buio mentre una ventina di persone applaudiva, una piccola folla per una vittoria così grande. «Grazie per aver aspettato», disse.

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